Descrizione

Presentazione

Lo Standing Group (SG) SISP sui gruppi di interesse mira a rilanciare un settore di studi che tanto rilievo ha avuto per il decollo della scienza politica ma che è stato successivamente trascurato. Il declino progressivo dell’appeal scientifico dei due maggiori approcci all’analisi sui gruppi (pluralismo e neo-­corporativismo) ha, con paradosso solo apparente, rilanciato lo studio empirico sui gruppi di interesse che ora trae nutrimento dal raffinamento dei metodi di indagine e da una feconda contaminazione con gli studi sulle politiche pubbliche.

In Italia, l’attenzione allo studio dei gruppi si è riaccesa all’inizio degli anni’90, ma l’interesse minaccia di riassopirsi per lo scarso numero di studiosi impegnati sistematicamente nella ricerca sull’argomento. Eppure, dall’inizio degli anni 2000, l’attenzione sui gruppi da parte della comunità politica è aumentata perché è cresciuta l’oggettiva rilevanza dei gruppi sull’onda delle privatizzazioni, dei processi di ri-­regolazione dei servizi, delle professioni, delle aziende municipalizzate, del declino della grande industria e della nuova rilevanza assunta dalle aziende di media grandezza, mentre le rappresentanze del mondo del lavoro, dell’agricoltura, del commercio sono state interessate da forti trasformazioni organizzative, di obiettivo, di alleanze politiche. Inoltre, la crescita della società civile ha dato nuovo impulso all’organizzazione dei gruppi di interesse civico, impegnati nella promozione dei diritti umani, nella protezione dell’ambiente, nell’aiuto ai più deboli.

I cambiamenti economici, politici e culturali degli ultimi decenni hanno contribuito a riconfigurare l’identità dei tradizionali gruppi di interesse e favorito la nascita dei nuovi. Gli uni e gli altri hanno dato nuovo impulso al loro intervento nella società politica e nei processi decisionali. I gruppi oggi appaiono apertamente impegnati nel discorso politico, a saltare le mediazioni partitiche, a rivolgersi direttamente ai governanti. È aumentato, insomma, l’impegno dei gruppi e, con esso, la loro maggiore visibilità –­ quest’ultima testimoniata anche dalla moltiplicazione dei siti web gestiti dalle diverse organizzazioni e dalle pubblicazioni sulle proprie attività da essi stessi patrocinate. L’insieme di questi fattori ha incrementato il numero delle inchieste giornalistiche e degli studi dedicati ai gruppi da parte di giuristi, economisti, sociologi dell’organizzazione e sociologi della comunicazione.

Al rinnovato interesse sui gruppi ha finora contribuito poco la scienza politica italiana perché la nostra disciplina è condizionata dal suo imprinting originario, che la induce a seguire pedissequamente il sentiero, tracciato dai rifondatori cinquant’anni fa, indirizzato agli studi sul funzionamento del tradizionale circuito elettorale-­partitico-­parlamentare-­governativo, e a trascurare così i processi di formazione della domanda politica che si creano nella società civile e l’influenza sul processo decisionale che viene esercitata in modo informale e non immediatamente visibile.

È tempo, dunque, che la scienza politica italiana si aggiorni su questo versante della ricerca per mettersi al passo con lo studio di un fenomeno politico che mantiene una oggettiva rilevanza.

 

Obiettivi Scientifici

Numerosi sono gli obiettivi di ricerca che lo SG sui gruppi di interesse intende incoraggiare. Nelle note che seguono ne vengono indicati alcuni, fermo restando che l’elenco è passibile di continui aggiornamenti, in ragione delle proposte formulate dagli studiosi che via via aderiranno.

  • I target istituzionali dei gruppi: dal locale al sovranazionale: Lo SG sollecita le ricerche che ricostruiscono l’azione dei gruppi nei diversi ambiti istituzionali, dal locale a quello sovranazionale. Quest’ultimo ha acquistato particolare importanza anche perché i gruppi hanno incrementato la loro presenza a Bruxelles dopo l’approvazione dei trattati che hanno ampliato l’azione regolativa dell’Unione europea e mantenuto la rilevanza delle sue politiche di riequilibrio territoriale. L’individuazione dei target politico-­istituzionali preferiti può anche aiutare a formulare ipotesi più accurate su chi sono i gruppi che operano prevalentemente come insiders distinguendoli dagli outsiders.
  • Modelli organizzativi e forme di partecipazione attraverso i gruppi: Lo SG incoraggia le ricerche che esaminano gli importanti cambiamenti organizzativi fatti registrare negli ultimi anni dai gruppi di interesse e le ripercussioni che ne sono derivate sulle tradizionali forme di partecipazione.
  • Le alleanze tra partiti e gruppi: Lo SG incentiva le ricerche che approfondiscono questo tema, oggi più interessante che mai, anche e soprattutto alla luce delle trasformazioni derivanti dalla dissoluzione dei tradizionali legami ideologici tra partiti e gruppi. Adeguata attenzione viene data al tema del finanziamento dei partiti e dei candidati alle elezioni da parte dei gruppi esaminando, tra l’altro, quando possibile, le diverse voci del bilancio annuale reso noto dalle singole organizzazioni.
  • I gruppi in parlamento: I gruppi sono meno incentivati ad accedere al parlamento – rispetto al governo e alle burocrazie pubbliche – perché in molte democrazie le assemblee parlamentari svolgono un ruolo di ratifica delle decisioni governative. D’altra parte, lo strumento dell’emendamento offre ai gruppi l’opportunità di intervenire, attraverso l’attività di lobbying, anche nella fase più avanzata del processo legislativo. Per queste ragioni lo SG incoraggia le ricerche miranti ad identificare il numero – e l’operato –­ degli eletti provenienti direttamente dai ranghi dei gruppi, presenti nei due rami del parlamento italiano lungo tutta l’esperienza repubblicana.
  • Tattiche e strategie di lobbying: Il lobbying si articola in un repertorio piuttosto definito di tattiche e strategie. La ricerca su questo tema è, nel nostro paese, largamente deficitaria. Lo SG si propone di colmare, almeno in parte, questa lacuna attraverso lo studio delle tattiche più ricorrenti.
  • Gruppi e mass media: Particolare attenzione si cerca di prestare alle iniziative dei gruppi intese a creare una struttura interna permanente di comunicazione per gestire i rapporti con il sistema dei media. Il tema è di sicura rilevanza perché oggi il dibattito pubblico è mediatizzato e l’identità e la reputazione dei gruppi dipendono, in larga misura, dal tipo di visibilità ottenuto nei vari media outlets. Una rilevazione mirata a stabilire il ruolo e le competenze delle strutture di comunicazione all’interno dei gruppi permetterà di colmare un vuoto presente in letteratura.
  • La regolamentazione del lobbying: Lo SG intende sviluppare una riflessione sulle normative atte a rendere il lobbying un’attività trasparente e accettata dall’opinione pubblica. Sull’argomento è disponibile una letteratura internazionale che esamina le diverse soluzioni di regolamentazione del lobbying adottate in alcuni paesi, mentre in Italia nessuna proposta legislativa è stata finora trasformata in legge.
  • Gruppi e politiche pubbliche: Un altro filone di ricerche che lo SG intende incoraggiare è l’analisi sulla presenza dei gruppi all’interno delle differenti arene di policy. La rilevazione può essere effettuata all’interno di certe arene di policy significative (sanità, industria, agricoltura, pensioni, ecc.) assumendo che in alcune i gruppi sono più numerosi ed attivi ed in altre lo sono meno; e che oltre al numero cambia anche l’identità dei gruppi, nonché le relazioni di forza tra questi, a seconda dell’arena di policy
  • Gruppi e rappresentanza democratica nei policy­‐networks: L’analisi sugli attori privati presenti dentro le singole arene di policy può inoltre aiutare ad accertare chi siano i possibili destinatari delle decisioni deliberate in ciascuno dei network esaminati. Un accertamento che rilevasse una persistente presenza squilibrata a vantaggio di alcuni attori solleverebbe giustificati interrogativi sulla qualità della rappresentanza democratica offerta dai policy networks. La stessa analisi –­ effettuata in modo trasversale –­ sui policy-network più rilevanti, può aiutare ad accertare il grado di pluralismo esistente nel policy-­making del nostro paese. Se numero e varietà degli attori presenti all’interno delle diverse arene di policy sono elevati, si può avvalorare l’ipotesi che nessun interesse è dominante. Nel caso opposto, la prevalenza degli stessi gruppi (per esempio i gruppi imprenditoriali) solleverebbe giustificate riserve sul grado di pluralismo del policy­‐making.

 

Obiettivi organizzativi

Anche dal punto di vista organizzativo, gli obiettivi dello SG sono molteplici. Tra questi, segnaliamo soprattutto:

  • Formare un network che alimenti il confronto tra i soci della SISP interessati allo studio dei gruppi e tra questi e gli operatori attivi nel vasto mondo delle associazioni volontarie, dei gruppi economici, delle agenzie di lobbying che si interrogano sulle modalità e le finalità del loro lavoro.
  • Garantire il flusso delle informazioni tra gli aderenti, i collaboratori esterni e le organizzazioni collegate che dia un quadro aggiornato – in ambito nazionale ed internazionale –­ delle pubblicazioni, delle ricerche in itinere, delle iniziative culturali che concorrono al progresso della conoscenza sulle attività dei gruppi e sulla loro rilevanza nel processo democratico.
  • Favorire la formulazione ed il finanziamento di progetti di ricerca, coordinati tra diverse sedi universitarie, che si avvalgano anche del concorso esterno di associazioni ed agenzie in grado di fornire conoscenza diretta dei processi decisionali da indagare.
  • Organizzare almeno un incontro di studio annuale, preferibilmente in coincidenza del Convegno SISP, durante il quale verrà effettuata una ricognizione sulle ricerche in corso e sul progresso della rete di contatti e collaborazioni con i centri di ricerca e gli uffici studi delle associazioni volontarie interessate allo scambio di informazioni e alla comunicazione scientifica.
  • Promuovere panel dedicati al tema dei gruppi in occasione del convegno annuale della SISP (ma anche in ambito internazionale).

 

Struttura organizzativa

La struttura organizzativa dello SG è composta dall’Assemblea degli aderenti (soci e non soci SISP) e da due coordinatori, che al momento sono Luca Germano (Università di Roma Tre) e Andrea Pritoni (Università di Torino). L’Assemblea si riunisce una volta all’anno in occasione del convegno annuale della Società Italiana di Scienza politica per stabilire le linee guida dell’attività del gruppo e, quando necessario, eleggere i due coordinatori, i quali rimangono in carica per due anni e non possono essere riconfermati più di una volta.

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