Caccia alle fake news su COVID-19: l’unione fa la forza

*Riportiamo un interessante articolo pubblicato sul magazine della Fondazione Bruno Kessler, di Matteo Serra.

Il gruppo di ricerca CoMuNe Lab di FBK, che di recente ha realizzato una piattaforma di monitoraggio dei tweet sul coronavirus, ha lanciato una call aperta a scienziati ed esperti per avere supporto nell’analisi dei dati. In puro spirito “open science”

La collaborazione tra scienziati è un fattore cruciale per fronteggiare il periodo di emergenza che stiamo vivendo. Lo si vede nel settore medico, dove ricercatori di tutto il mondo lavorano insieme con l’obiettivo di trovare presto un vaccino efficace contro il Covid-19.

Ma la volontà, e in alcuni casi la necessità, di collaborare tocca anche molti altri settori di ricerca. Un bell’esempio di “scienza aperta” arriva ora anche dall’unità CoMuNe Lab della Fondazione Bruno Kessler, che nei mesi scorsi ha realizzato una piattaforma digitale di monitoraggio delle informazioni sull’emergenza coronavirus circolanti su Twitter, molto utile soprattutto per valutare l’incidenza delle fake news sul tema.

Come era prevedibile, il continuo aumento di tweet da analizzare (arrivati a più di 250 milioni) rende ormai impossibile per i ricercatori del gruppo di ricerca di FBK riuscire a processare autonomamente l’intera mole di dati a disposizione. È nata così l’idea di lanciare una speciale call, rivolta a scienziati computazionali e dei sistemi complessi, ma anche data journalists ed esperti del settore, per selezionare dieci progetti che aiutino gli scienziati FBK nell’analisi dei dati.

«Abbiamo bisogno di aiuto soprattutto nella fase detta di “idratazione” dei tweet, cioè il passaggio dai dati “grezzi” – che non possono essere resi pubblici in base alle norme di Twitter – a quelli utili per l’analisi, e anche nell’immagazzinamento dei dati stessi», sottolinea Manlio De Domenico, responsabile dell’unità CoMuNe Lab. «È importante sottolineare che queste collaborazioni offriranno un vantaggio sia a noi, che avremo la possibilità di gestire in modo molto più efficiente l’aggiornamento della piattaforma, sia ai gruppi che collaboreranno: infatti metteremo loro a disposizione, oltre ai dati, anche le nostre risorse computazionali, che potranno essere sfruttate anche per esigenze di ricerca che vadano oltre questo particolare progetto».

La call non ha una scadenza, ma premierà i primi dieci progetti validi che arriveranno all’attenzione dei ricercatori FBK. «Non si tratta però di un hackaton», precisa De Domenico. «I criteri di selezione saranno essenzialmente la solidità e l’utilità dei progetti, ma valuteremo anche la rapidità con cui le proposte potranno essere poi realizzate: ci aspettiamo che i progetti possano integrare i nostri dati nel giro di qualche mese. Per questa ragione daremo la precedenza a progetti già avviati».

Tutti gli interessati possono partecipare alla selezione compilando il form al seguente indirizzo: shorturl.at/uAEHM

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