L’emergenza epidemiologica nell’Europa attraversata dai sovranismo: il punto di vista sui ‘pieni poteri’ del Professor Giovanni Piazza (UNICT). I casi di Orban e Musumeci

*Riportiamo una interessante intervista al Prof. Gianni Piazza pubblicata su JPress.

Nel dibattito che sta caratterizzando il confronto sulla gestione dell’emergenza Covid-19 in Sicilia nelle ultime settimane è intervenuto Giovanni Piazza, professore associato di Sociologia dei fenomeni politici all’Università di Catania, che dal 2012 fa parte dell’Editorial Advisory Board della rivista scientifica “Contention. The Multidisciplinary Journal of Social Protest”.

Secondo il professore, esperto di movimenti e conflitti locali e ambientali, “accentrare nelle mani di una persona il potere politico, e quindi coercitivo, come soluzione alle emergenze che scoppiano in una comunità organizzata, dalle guerre alle catastrofi naturali fino alle pandemie, è una storia antica. Questa tendenza – spiega Piazza – si fonda sulla necessità, più percepita che reale, di parte della popolazione, dotata di minori strumenti cognitivi e interpretativi, di delegare nelle mani di una persona la propria sicurezza-salvezza. Proprio come il bambino che si affida all’adulto nel momento del pericolo. Eppure, l’ultima volta che gran parte degli italiani ha affidato i pieni poteri a qualcuno, c’è stata la tragedia del fascismo e della guerra.”

Il coronavirus comincia a far vacillare il sistema politico in cui viviamo o, forse, ha solo accelerato questo processo, facendo riemergere vecchie questioni, mai davvero risolte del tutto: “Il Covid-19 – prosegue ancora il professor Piazza – è stato un pretesto per Orban per rafforzare la deriva autoritaria, presente già in Ungheria e da lui alimentata. È da quando è tornato al potere nel 2010 che il leader ungherese e il suo governo sono osservati speciali per aver sempre più circoscritto l’indipendenza della magistratura ed aver fatto quasi scomparire i media indipendenti, molti comprati dai suoi sostenitori oligarchi.”

“Anche il presidente della regione Musumeci ha chiesto i pieni poteri invocando l’art. 31 dello Statuto siciliano, per avvalersi della Polizia di Stato e dell’Esercito nel controllo del territorio – spiega ancora Piazza – “al di là delle evidenti differenze, però, Musumeci ha avviato una procedura costituzionale che necessita di tempi lunghi e che difficilmente avrà l’esito desiderato. Oggi nelle democrazie moderne l’accentramento dei poteri nei casi di emergenza non può, o non potrebbe, che essere limitato, non solo nel tempo, ma anche dalla insopprimibilità dei diritti fondamentali dei cittadini, propri dello stato di diritto. Nel caso di Orban si va ben oltre questi limiti. Quanto a Musumeci, invece, dubito che il Governo nazionale possa delegare il monopolio della forza legittima ad un presidente di regione.”

Anche sull’Europa il docente dell’Università di Catania vuole dire la sua: “Finora l’Europa ha risposto molto tiepidamente. Il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, si è limitata infatti ad un generico richiamo ai paesi membri ad adottare solo misure di emergenza necessarie e strettamente proporzionate. Le istituzioni europee si trovano di fronte ad una crisi tanto inaspettata quanto epocale, che ne mette a nudo le crepe fin dalle loro fondamenta. L’UE – ha quindi concluso l’esponente del mondo accademico catanese – si trova costretta a rimettere in discussione le politiche socio-economiche e le ragioni della sua stessa esistenza, così lacerata da richieste di solidarietà fra stati ed egoismi nazionali, ma soprattutto da quelle diseguaglianze sociali che la crisi sta contribuendo ad aumentare a dismisura.”

Gianni Piazza è Professore di Sociologia dei Fenomeni Politici presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Ateneo di Catania.

 

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