Descrizione

L’immagine della “Fine della Storia”, proposta da Francis Fukuyama nel 1989 di fronte alla crisi del blocco sovietico, lasciava in qualche modo intendere che in un futuro prossimo tutti i sistemi politici si sarebbero conformati ai principi della democrazia liberale. Da questa prospettiva, lo studio dei processi di cambiamento di regime politico si sarebbe esaurito in breve tempo. L’attenzione avrebbe dovuto invece concentrarsi sulle nuove democrazie che la cosiddetta “Terza Ondata” aveva instaurato o re-instaurato in Europa Meridionale e Orientale, America Latina, Asia, ex Unione Sovietica e Africa sub-Sahariana, sul loro funzionamento e consolidamento.

Gli eventi degli ultimi due decenni hanno tuttavia prepotentemente riportato il tema delle transizioni di regime politico al centro del dibattito. Le azioni internazionali mirate alla promozione della democrazia in Medio Oriente e altrove hanno avuto successi alterni e spesso effimeri. In Africa e nello spazio sovietico proliferano i cosiddetti “regimi ibridi” in cui elementi democratici – spesso solo formali o di facciata – e autoritari coesistono. Diversi recenti processi di democratizzazione sono falliti. Un crescente numero di paesi, dopo esperienze più o meno lunghe con la democrazia, transitano verso forme vecchie o nuove di autoritarismo. Indizi di potenziali svolte autoritarie sono riscontrabili anche in diverse democrazie occidentali. Infine, molti dei regimi autocratici oggi esistenti mostrano grande capacità di resilienza e di adattamento, soprattutto in Nord Africa, Medio Oriente e Asia. Alcuni di essi accrescono persino il proprio potere geopolitico ed economico e con essi aumenta anche l’attrattività del loro modello di governance.

Oltre a richiamare l’attenzione sulle problematiche relative ai cambiamenti di regime, questi recenti sviluppi stanno anche determinando un vero e proprio cambio di paradigma teorico. Da un lato, la crisi e il crollo di un regime autocratico non segnano necessariamente l’avvio di un processo di democratizzazione. In particolare, un regime autoritario può essere rimpiazzato da un regime caratterizzato da un diverso apparato istituzionale, ma altrettanto non-democratico. Similmente, i regimi autoritari possono “aggiornarsi”, dotandosi di nuove istituzioni per gestire il dissenso all’interno della società e dell’élite politica. D’altro canto, i processi di democratizzazione non si sviluppano inevitabilmente secondo una sequenza preordinata di tappe. Tali processi possono subire brusche inversioni di rotta. Ugualmente, un paese può oscillare anche per decenni tra democrazia e autoritarismo. Soprattutto, la democrazia non rappresenta l’inevitabile punto di arrivo dello sviluppo politico di un paese. I regimi democratici possono diventare autoritari, o tornare ad esserlo.

I cambiamenti di regime rappresentano dunque l’oggetto di analisi di un settore della politica comparata ben distinto e rinnovato nei suoi fondamenti teorici. Rientrano in tale branca lo studio delle cause, delle modalità, delle conseguenze dei cambiamenti di regime politico che si stanno verificando in diverse regioni del mondo, e delle varie forme che tali processi possono assumere. Queste comprendono i processi di democratizzazione, i processi opposti di autocratizzazione, e la pluralità di trasformazioni che i regimi autoritari possono sperimentare.

 

Obiettivi

La crescente attenzione verso i cambiamenti di regime politico, sia in Italia che all’estero, evidenzia la necessità di dare a tale settore di studi un più definito inquadramento in seno alla Società Italiana di Scienza Politica. Lo Standing Group (SG) “Cambiamenti di Regime Politico” ha come principale obiettivo offrire una piattaforma di coordinamento al crescente numero di ricercatrici e ricercatori attivamente impegnati al progredire di questo dibattito scientifico, diventando così il nucleo di una rete in grado di competere e cooperare con altri gruppi di ricerca europei rivolti allo studio di simili tematiche.

Il coordinamento fornito dallo SG avrà diversi vantaggi. Innanzitutto, offrirà un canale di scambio e di incontro tra studiosi e studiose che si trovano a diversi stadi della propria carriera, favorendo lo sviluppo di nuove collaborazioni e di progetti, con cui partecipare ai bandi nazionali e internazionali per il finanziamento della ricerca.

In secondo luogo, aggiornerà i membri sulle più recenti pubblicazioni, le linee lungo cui si articola il dibattito e le iniziative più interessanti, tra cui conferenze, seminari, workshop e posizioni lavorative aperte presso gruppi di ricerca attivi sul tema.

Inoltre, favorirà la divulgazione dei risultati della ricerca al di fuori dell’accademia. In particolare, data la rilevanza dei temi sopra esposti per la politica italiana e internazionale, riteniamo fondamentale facilitare il collegamento tra i media e gli “esperti del settore”, la reperibilità di questi ultimi e il loro coinvolgimento nel dibattito pubblico.

Un ulteriore obiettivo che lo SG “Cambiamenti di Regime Politico” intende perseguire è la promozione di un approccio interdisciplinare allo studio dei cambiamenti di regime e del pluralismo metodologico. Da un lato, riteniamo che l’analisi empirica delle transizioni di regime possa trarre beneficio dall’integrazione di tecniche di ricerca differenti, quantitative e qualitative. Dall’altro, affrontare la complessità di tali fenomeni richiede il dialogo con diversi filoni di ricerca. Innanzitutto, il tema richiama inevitabilmente l’attenzione verso regioni geo-politiche molto diverse tra loro, il che rende importante il ricorso agli studi d’area. Inoltre, l’analisi delle implicazioni di tali processi di cambiamento politico necessita del supporto della teoria politico-normativa, così come la comparazione storica può favorire la comprensione delle forme che questi processi assumono nel presente. Le relazioni tra società e politica, infine, giocano un ruolo rilevante nel determinare tanto la possibile crisi di un regime politico consolidato, quanto le fortune di un regime politico di recente instaurazione.

 

Struttura e funzionamento

Lo SG “Cambiamenti di Regime Politico” è composto dagli Aderenti, da un Comitato Direttivo di cinque persone, e da due Coordinatori. Coordinatori e Comitato Direttivo si rinnovano ogni due anni. I Coordinatori e i membri del Comitato Direttivo saranno eletti tramite voto a maggioranza semplice degli Aderenti. Ci sarà sempre un Coordinatore e una Coordinatrice, mentre nel Comitato Direttivo non ci potranno essere più di 3 membri su 5 dello stesso genere. Le uniche deroghe ammesse a tali principi saranno dettate dalla effettiva disponibilità di candidati o candidate a ricoprire tali ruoli.

I Coordinatori gestiscono la segreteria dello SG. Con il supporto e l’approvazione del Comitato Direttivo, i Coordinatori si fanno promotori di iniziative coerenti con le finalità e l’agenda dello SG. E’ prevista un’assemblea a scadenza annuale, che si terrà in occasione del Convegno SISP. In qualsiasi momento, gli Aderenti possono comunque proporre iniziative ai Coordinatori, che saranno valutate insieme al Comitato Direttivo. In caso di necessità o di opportunità, la gestione di singole iniziative potrà essere delegata a uno o più Aderenti.

 

 

 

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