Descrizione

La formazione di uno Standing Group dedicato alla Russia e lo Spazio post-sovietico all’interno della Società Italiana di Scienza politica (S.I.S.P.) nasce da alcune esigenze accademiche e scientifiche.

La prima concerne la necessità di colmare un vuoto nel dibattito politico-culturale italiano sul ruolo, l’evoluzione/involuzione degli stati dello Spazio post-sovietico e le implicazioni di natura internazionale, sorte all’indomani della dissoluzione dell’Unione Sovietica. Spesso il dibattito pubblicistico si basa esclusivamente su fonti secondarie o di natura storica, tralasciando l’importanza delle variabili istituzionali, degli effetti delle eredità politiche, culturali, sociali ed economiche nella comprensione delle dinamiche domestiche di questi paesi. Basti pensare alle teorie delle democratizzazioni nell’area post-comunista, all’analisi dei processi di nation building, institution building, alla nascita del pluralismo partitico sulla base dell’individuazione di nuovi cleavages nelle società emergenti. Sempre nell’ambito della politica comparata, un ulteriore filone di ricerca riguarda il tipo di regime politico (regime ibrido, la democrazia e l’autoritarismo con gli aggettivi, ad es.), le modalità di socializzazione dei cittadini, il ruolo dei mass media nella formazione dell’opinione pubblica ovvero lo studio della leadership e del “partito dominante” per citare alcuni temi tra i più analizzati.

Infine, la complessità del quadro etnico, linguistico e religioso dell’area, determinato dalle oscillazioni nella politica delle nazionalità dell’Impero Russo e dell’Unione Sovietica, rappresenta una miniera inesauribile per gli studi sui nazionalismi e il rapporto tra i fattori identitari e la sfera pubblica.

La seconda esigenza scientifica è stimolata, invece, dalle logiche di funzionamento del sistema unipolare, contraddistinte dal prevalere delle dinamiche di sicurezza regionali e sub-regionali su quelle globali. Sia le riflessioni sul mutamento sistemico e d’interazione, che quelle sulla natura degli attori, sulle nuove fonti di legittimazione e sui processi in corso inducono a rivolgere l’attenzione verso la Russia e lo Spazio post-sovietico. Anzitutto perché la postura revisionista della Russia nei confronti dell’ordine internazionale, che ha fatto parlare della configurazione di scenari simili a quello del Grande gioco o della Guerra fredda, rappresenta uno dei sentieri privilegiati di indagine sull’instabilità del sistema unipolare e sulle sfide a cui è sottoposto. In secondo luogo perché l’approccio strategico russo influisce direttamente sugli obiettivi, lo spazio di azione e l’identità delle due organizzazioni regionali che, più di ogni altra, contraddistinguono il mondo occidentale come la NATO e l’Unione Europea. Inoltre per il ruolo che stanno assumendo l’Unione Economica Eurasiatica e l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva come modelli di integrazione regionale alternativi a quelli occidentali e per la loro funzione di canali di promozione e diffusione di valori, pratiche e istituzioni omogenee. Infine, lo Spazio post-sovietico costituisce un caso significativo ai fini di un ulteriore arricchimento del dibattito sui processi di transizione. Rappresenta, infatti, un esempio di riflusso autoritario a livello regionale. Allo stesso tempo, tuttavia, fornisce un numero di indizi sempre più consistente sulla possibilità che questo processo assuma in futuro una portata di natura globale, sollecitando gli studi sulle cause e la magnitudine di questo fenomeno.

La terza e ultima esigenza che richiede l’istituzione di uno Standing group rivolto agli studi sulla Russia e lo Spazio post-sovietico scaturisce dalla necessità, in ambito accademico, di trovare una sede di confronto, di scambio, di formulazione, progettazione e finanziamento di studi e ricerche che consentano un maggiore coordinamento tra gli studiosi che analizzano l’area in questione sulla base dei diversi filoni di ricerca, con particolare riferimento alle relazioni internazionali e alla politica comparata.  È ormai evidente che la dispersione delle analisi condotte sinora in Italia, la presenza di studi settoriali poco coordinati ed il mancato consolidamento degli studi politologici sulla Russia e l’area di vicinato non rendono competitivi sia i nostri settori disciplinari, che la fruibilità e la rilevanza dei risultati di ricerca.

 

Caratteristiche essenziali dell’oggetto di indagine

Lo Spazio post-sovietico, composto dalla Federazione Russa e da tre sub-regioni emerse dalla dissoluzione dell’URSS (“Nuova” Europa Orientale, Caucaso meridionale e Asia centrale, mentre l’Area Baltica è stata integrata nella regione europea) sembra ancor più omogeneo di altre regioni – e, quindi, idoneo come oggetto di analisi – in quanto: a) è composto da stati che in passato formavano un attore politico unitario; b) il russo è utilizzato come lingua franca nelle relazioni inter e transnazionali; c) la Russia è in una posizione dominante sugli altri stati, alcuni dei quali ricorrono al bilanciamento esterno (rapporti con Stati Uniti, NATO e UE) per contenerne l’influenza; d) ha assistito al progressivo aumento dei progetti di integrazione regionale (tra cui CSI, OTSC, UEE) sia per numero che per effettività; e) sono presenti in tutte le sub-regioni cleavage etnico-religiosi, da cui prendono forma sfide alla sovranità statale che spesso agiscono nella dimensione della violenza; f) dopo il 1991 tutti i paesi che lo compongono hanno sperimentato una triplice transizione – statale (dall’Unione Sovietica), di regime (da un post-totalitarismo di stampo comunista) ed economica (dall’economia pianificata); g) il processo di democratizzazione è fallito ovunque, sebbene i regimi non democratici che vi si sono consolidati abbiano una natura eterogenea (regimi ibridi, autoritarismi semi-consolidati; autoritarismi consolidati) e le loro parabole evolutive abbiano seguito traiettorie anche radicalmente distinte; h) sono prevalenti al suo interno le forme di governo semi-presidenziali e presidenziali; i) la liberalizzazione dell’economia, sebbene con risultati diversi di caso in caso, non può dirsi raggiunta e vede ancora il controllo statale di alcuni asset nevralgici; l) le Repubbliche ex sovietiche affrontano problemi domestici simili, come la diffusione della corruzione, la scarsa indipendenza dei media e la debolezza dei corpi intermedi.

Struttura

La struttura organizzativa dello Standing Group è composta da tre coordinatori, da un Comitato Direttivo, composto dai promotori e dai responsabili di area, e dall’Assemblea degli aderenti che si riuniscono una volta l’anno in occasione del convegno annuale della SISP. Le informazioni saranno inviate attraverso una mailing list. I coordinatori restano in carica due anni con possibilità di rinnovo dell’incarico da parte dell’Assemblea.

Obiettivi

Lo Standing group si propone di:

  • promuovere il dibattito scientifico e i progetti di ricerca sulla Russia e lo Spazio post-sovietico tra studiosi italiani e stranieri;
  • favorire la collaborazione tra politologi, così come il dialogo tra questi ed esperti di altre discipline (studi storici, giuridici, economici);
  • organizzare seminari, workshop, convegni nazionali ed internazionali;
  • predisporre una mappatura dei centri di studio e degli studiosi sul tema in Italia e all’estero;
  • individuare responsabili di area e/o sezioni tematiche all’interno dello SG;
  • favorire la diffusione di informazioni bibliografiche e scientifiche, di iniziative, progetti di ricerca nazionali ed internazionali;
  • creare un sito (blog) di riferimento dello SG con link nel sito web della SISP;
  • promozione di progetti di ricerca collettivi, anche a livello interdisciplinare;
  • rapporti di collaborazione con riviste nazionali ed internazionali;
  • promuovere panel nei convegni nazionali ed internazionali di settore;
  • analizzare le dinamiche competitive, così come le possibilità di cooperazione, tra la Russia e il mondo occidentale;
  • comparare le dinamiche di integrazione regionale in corso nello Spazio post-sovietico con quelle che hanno preso forma in altri quadranti geopolitici;
  • approfondire il ruolo della Russia come regime politico, le condizioni domestiche e internazionali che hanno determinato il consolidamento di regimi non democratici nell’area e il loro peso nell’ambito dello scenario di un più generale riflusso autoritario;
  • indagare la relazione tra i fattori di fragilità politica della sfera interna delle Repubbliche ex sovietiche, nonché le conseguenze dell’interazione tra questi e l’incompleta transizione nell’economia di mercato.

 

 

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